lunedì 19 marzo 2012

Vi propongo un racconto...

Vi propongo un racconto breve, forse interessante:

Il Calendimaggio delle Streghe

"Il fine naso di Sendril non lo aveva mai tradito, che dovesse intrufolarsi nella cava di un'antica rovina piena di trappole e anche di oro o che rubasse nel palazzo del Duca, tanto che si era meritato il nome di "Re dei ladri"; ma questa volta il suo fiuto lo aveva ficcato decisamente in un pasticcio al di sopra della sua possibilità. Mai immischiarsi con gli affari dei maghi, perchè anche l'oro che si portano dietro puzza di Morte e di Stregoneria.
Mai come questa volta avrebbe preferito non avere sulla testa quello scomodo titolo... di re dei ladri!"

Questa sopra è la "copertina". A questo link potete scaricare le versione epub (http://tiny.cc/calendimaggioepub), mentre a questo secondo link (http://tiny.cc/calendimaggiomobi) c'è la versione mobi.

La principessa di Fleon

Ok, un pò di background dovuto a sudate ore di lavoro e di studio sui merovingi:


Gli Ashu e la loro religione animista dominavano da mare a mare, perchè il mondo primitivo era ricoperto di foreste. Erano venerate le fonti, gli alberi, i tuoni nel cielo. Erano venuti da ovest, sulle loro lunghe navi e in parte si erano fermati nella Grande Isola, in parte avevano posto 'ancora sulle Terre Centrali. Con il fasciame delle loro navi avevano costruito le loro grandi case di legno, perchè non vollero disturbare gli dei locali abbattendo i loro alberi. La loro civiltà si basava sul contatto strettissimo con la natura e le sue manifestazioni.

Poi arrivarono altri uomini dal mare, che abbatterono gli alberi e costruirono case di pietra negli spazi liberati; pèortarono le loro sementi e coltivarono la terra. Gli Ashu si ritirarono sempre di più nelle loro foreste e persero il contatto con la loro gente sulla Grande Isola.

Gli uomini crebbero di numero moltiplicandosi e vennero costruite città e strade e anche le tribù meno civili di altri uomini vennero assogettate; ma una cupa ombra incombeva su di loro. In quei giorni furono costruite le prime macchine volanti e il cielo si oscurò di marchingegni grandi come isole: gli Ashu videro un segno di morte in questo. Dei costruiti dall'uomo, fatti di fuoco, devastarono la terra e il Grande Regno a occidente crollò nella polvere; il deserto reclamò i campi  un tempo rigogliosi.

Non tutto era perduto, ma le città nel cielo era schiantate al suolo: coloro che abitavano in cielo scamparono alla morte soltanto per trovarsi a combattere per la propria vita. Sorsero due fratelli Almir e Ormuz: difesero la propria terra, riapacificarono il mondo distrutto. Si divisero il regno in due: Almir sarebbe andato a est, Ormuz a ovest.

Per lunghe generazioni i due regni rimasero saldi, sotto alle stelle, mentre gli Ashu dalle loro foreste vegliavano; dal nord però sempre più uomini invicili e barbari scesero, e il regno dell'ovest cadde. Dall'est non venne alcun aiuto, perchè erano divenuti invidiosi della sua ricchezza quei suoi signori. Ma anche loro vennero bagnati nel sangue dei loro fratelli; perchè osarono solcare il mare e scendere sull'isola dove regnavano i demoni, gli antichi Ashu nella Grande Isola. Erano forti e sicuri delle loro navi, ma la tempesta le affondò; erano sicuri delle loro spade, ma esse si spezzarono contro i denti di bestie gigantesche emerse da foreste primordiali.

E mentre consumavano le giovani vite del regno oltre il mare, scesero su di loro anche le orde inarrestabili dal nord; tutto consumarono nel fuoco. Le genti dei due regni provarono ancora la fame, il gelo e la paura e si divisero sempre di più: la gente dell'ovest salutò l'arrivo d'una profetessa e riconquistarono molte terre, sotto la sua guida e la guida di una nuova Dea. La gente dell'est si divise in tanti piccoli litigiosi regni e per lunghi secoli vissero nell'ombra.

Ma una luce splendeva sempre, nella discendenza di re di un'antica famiglia, nel ducato di Fleon. Il sangue che si rifaceva all'antico sangue del regno delle città nel cielo compì imprese e smosse montagne. Il ducato divenne un regno e ultimo del suo ceppo venne Aloissar il temerario, che visse sempre in armi. Sottomise i signori della guerra che lo circondavano e molto oro affluì al suo palazzo; più prudente di lui fu Balthen il giusto, che rivestì la dura corazza con le sottili leggi. Più glorioso di tutti fu Arbold, che sconfisse gli Avari, respinse i Sassoni ecc.

Idee sciolte:

gli antichi dei degli Ashu sono stati considerati come demoni dalla nuova religione, nata tra gli uomini di Fleon. I dux di Fleia adorano una figura monoteistica, che in ultima analisi è sempre la dea dei Shima, quello che è diventato il regno dell'ovest. Gli Shima hanno seguito una profetessa (erano uno dei più piccoli e disorganizzati popoli barbari del deserto) e hanno riportato l'Impero allo splendore. Ora sono passati due secoli e lo splendente impero è corrotto e nelle corti si aggira l'assassino, il veleno e la dissolutezza. L'adorazioni della dea è diverso da come funziona in Fleon: in Fleon c'è una chiesa e un braccio armato (la Croce di Ferro) (che appunto hanno massacrato gli Ashu nei boschi, spaccato gli antichi luoghi di culto e tutto il resto). A Shima non c'è una chiesa, ma "uomini saggi" che conoscono le vie del libro nel quale la profetessa ha parlato. Non si fanno neanche persecuzioni e il Sultano è il capo religioso. A Fleon il re è il re, mentre il Vicario di Erdis è come il papa (Erdis è la dea; a Shima non ha nome, è solo "dea", perchè non può essere rappresentata).
A Fleon la diffusione di questo credo deriva da una visione che ebbe Clodoveo, il quarto re di Fleia (dopo ne parliamo, dei re); accerchiato con il suo esercito dai nemici nei campi di Maeridia (gli Avari erano), vide una donna comparirgli in sogno e indicargli di porre sui suoi scudi, assieme al toro, il suo simbolo DA DEFINIRE. La vittoria del giorno seguente venne dedicata a questa figura mitica; poi nei villaggi dei ragazzi cominciarono a profetizzare e possedere il dono delle lingue e la dea ebbe un nome: Erdis. I fanciulli promulgarono il credo della dea: essa era la dea originaria del mondo, che aveva creato gli uomini dell'antico impero, ma, sdegnata da essi, li aveva abbandonati. Era tornata, perchè quelli di Fleia erano suoi figli. Tutti gli altri dei erano demoni falsi e bugiardi.

I re di Fleia: originariamente erano duci del popolo, secondo il costume dei barbari che avevano invaso il regno; la carica era ereditaria, ma anche no: il più forte poteva sfidare il dux e prendere il suo posto. Quello che era stato il regno dell'est era pieno di questi signori della guerra. A Fleia si imposero alcuni dux di grande forza; il loro simbolo era il toro (perchè, quando erano ancora "pagani", si diceva che la regina Arneide avesse concepito un figlio da un toro, o da un mostro marino con la testa di toro, e, in ultima versione, che avesse sognato un toro [versione pulita per non scontentare l'integralismo successivo]). Di qui la dinastia nata dal toro.

Arbold il forte, il grande, la destra di Erdis, fu il grande dux che si fece re a tutti gli effetti; sconfisse e assogettò o rese suoi alleati tutti gli altri dux; soprattutto mandò la figlia come pegno dal dux degli Alberidi, al nord, ma questi poi la ripudiarono per tornare agli dei "pagani" del nord. Essi vennero duramente sconfitti e tutta la loro famiglia passata a fil di spada. Oltre a questo cominciò la guerra con gli "infedeli" Shima, scacciò gli Avari e i Suss dal nord, portò leggi eque e fece risplendere le arti e la cultura (che per un uomo in fondo rozzo come lui, che non sapeva neppure leggere, erano gran cosa, ma che in confronto con l'arte, decadente, di Shima, erano cose ridicole).

C'è il problema delle navi volanti: i motori sono quelli antichissimi, sono delle balck box ricavate nelle rovine ecc. Ci sono conoscenze di base di meccanica, che non sono mai andate del tutto perse. Sebbene la proprietà della terra sia la fonte di ricchezza principale, le navi sono utilizzate solo dalle famiglie importanti, o meglio, dall'esercito o dal re. Shima ha una potente flotta di navi leggere, Fleon navi grosse e pesanti. Rimane il dubbio di: invasione di altri paesi = facile; i barbari non dovrebbero essere un problema; la struttura sociale feduale, può esistere ancora? Perchè se ci si può spostare velocemente allora i mercati sono aperti e saremmo già nell'epoca comunale e oltre.

Le navi non sono migliaia, però un bombardamento a tappeto un'orda di barbari a cavallo lo sente eccome! Il problema principale sono dunque questi barbari? Assumiamo che siano simili ai pellerossa; usano anche loro fucili forse più rudimentali, sono numerosi, forti e vigorosi. Arbold il grande doveva scacciarli gola per gola, villaggio per villaggio, come il vietnam e le navi volanti non che servissero chissà quanto. Ma lui era più sveglio di loro e non ce l'hanno fatta. A Shima, prima che le navi, utilizzate nella guerra con Fleon, possano venire ri-allocate per una minaccia di qualche centinaia di pitti che poi scompaiono come ombre al mattino.

sabato 17 marzo 2012

Nuovo libro

Il nuovo libro dovrebbe essere "La sorella della grande nazione", ma c'è qualcosa che non mi convince nel titolo, che forse diventerà " La principessa di Fleon", che però è stracciatissimo.
Insomma, il titolo ancora non c'è, attendo idee.
Parliamo invece dell'ambientazione.
Ci sono due "regni"; uno è Fleon, l'altro è Shima Ei Tan. Il nome è arabizzante, quindi il tema dovrebbe essere arabo. Però pensavo a un impero stile bisanzio.
Vediamo: Fleon è qualcosa di simile a un regno Carolingio, post Carlo Magno. In realtà il re, il Carlo Magno della situazione, è a letto da anni, lebbroso o qualcosa del genere. Malato e inutile. Si tratta di un regno formato da diversi stati, tipo sacro romano impero. Ci sono 9 stati con dei principi. Il regime è feudale stretto.
Invece a Shima siamo nell'impero bizantino; sono minacciati da nord-ovest dall' "Orda", infinite schiere di barbari selvaggi. E' un impero evoluto e ricco, ma corrotto e anzi decadente nelle sue radici. Come conciliarlo con il tema arabo?
Siamo anche nel deserto! Più arabo di così.
Invece nella grande foresta, rimasuglio delle foreste primordiali che ricoprivano il mondo, vive il Popolo della Foresta, rimasugli a loro volta dei primi che vennero da Ovest. Gli Ashu che si fermarono a Nanshotei.

venerdì 16 marzo 2012

Ancora su Alice reprise

Anche oggi non sono riuscito a scrivere, perchè dovevo fare altro. Il piano per il recupero di Alice, ovvero per "I fuochi di Hel" (che qualcuno conoscerà meglio come Tomotomopoppin - Un'Alice moderna nel meraviglioso mondo degli incubi) è più o meno il seguente:
  1. togliamo il manicomio
  2. Alice sta fuggendo in una foresta dai sacerdoti meccanici (quindi è ancora in babilonia)
  3. la foresta è uno "spazio chiuso" creato per intrappolarla (detto così non è bello, più che altro solo io capisco il concetto di cosa sto dicendo)
  4. dalla foresta passa nel Tomotomopoppin; in questa nuova versione non ho ancora pensato a come la cosa sia rivista
  5. varie allucinanti avventure: credo sia tutto da rivedere in ottica diversa da prima; visto che adesso non è Alice, ma una Alice che si è chiamata da sola così, con rimando al libro (vedi il finale di Shibartz) di Alice nel paese ecc., i rimandi sono diversi e incrociati in maniera diversa
  6. ci sono varie ipotesi: quest di alice come shibartz per scoprire cos'è lei stessa (immagino che le vere shibartz abbiano un addestramento o un riconoscimento di qualche sorta, da qualsiasi posto provengano!)
  7. sono come una setta di streghe: in realtà non nascono dal ghiaccio come pensa qualcuno, ma sono rapite nella culla dalla coven delle shibartz, a balmung come in tutto il mondo; Alice deve essere stata "rubata" da piccola alla coven o piuttosto è una bambina che non sono riuscite a individuare in tempo, ma che ha manifestato i suoi poteri e per questo le è successo di diventare "merce rara", come un grifone, un drago, l'uovo della cockatrice ecc.
  8. si può fare in modalità "clichè" come la prova o l'addestramento del mago/strega
  9. viaggio nella selva fatata che è il tomotomopoppin
  10. uccidere la regina del proprio cuore: ovvero, il Serpente che racchiude il suo potere
  11. pippa sui sette serpenti extended
  12. uscire a rivedere le stelle
  13. la "nonna" revised, cioè una vecchia strega gigantesca e la sua casa
  14. missione delle shibartz (che qui non dico per non fare spoiler)
  15. un "promesso" Alice crede già di averlo
Che ne dite?
Ah, mi dimentico sempre che non c'è nessuno che mi risponde...

giovedì 15 marzo 2012

L'evoluzione di Alice

Hello there, Damiano Lotto desu!
Il prossimo racconto (forse esteso) sarà "La casa da Thè". Featured Sendomir Nibiru alle prese con una sospetta casa da thè, che nasconde abominevoli pasti... è probabile che ricompaia Alice, oppure no, e in questo caso siamo in una linea temporale di questo tipo:
liberazione di Alice -> Sendo trova la bambola, mentre fugge nell'Impero -> sendo re-incontra Alice, dopo 5 anni
Nel frattempo rivediamo Alice in azione, con il rifacimento del primo Tomotomopoppin (accorciato, rifatto, semplificato, violento).
C'è anche un progetto per rivedere autonomamente Abit e Ayane.
Contenti?
E soprattutto, con chi sto parlando, che non mi legge nessuno?!

mercoledì 14 marzo 2012

Il ritorno degli ultra potenti

E' incredibile come io stia "lavorando" per il blog degli altri, per fare post giornalieri, e sul mio non posti nulla.
Ad ogni modo ho preso a fare questi racconti: il primo è Automaton Doll, nato quasi per caso, che ci racconta di Sendo fuggiasco inseguito dai cacciatori di taglie dell'Imperatore, dopo che ha liberato dalle mani dei sacerdoti meccanici la Shibartz. In una foresta di metallo incontra una strana fanciulla... l'ho spedito a un concorso, ma l'oscurità di alcuni punti narrativi (avevo 8000 battute massime di spazio) non l'hanno premiato. Certo, poteva anche fare schifo, ma io ero molto soddisfatto!
La shibartz di cui ho farneticato prima, parola che vuol dire "strega" in arabo, è quella mostrata nel racconto "Shibartz" che ho fatto dopo. Qui Sendo fa il suo esordio. La storia è "presa a prestito" da Mihyazaki, spero di non essere stato troppo pretenzioso.
Poi ho fatto un racconto veloce e violento chiamato "Il calendimaggio delle streghe".
Infine sto, spero di "sto", per finire un racconto intitolato "La lezione di latino", del tutto realistico e non fantasy, che forse farà schifo, forse no.
Dove si trova tutta questa roba?!
Qui, a breve, quindi abbiate pazienza, o miei lettori fantasma! (viva l'epub!)

domenica 23 ottobre 2011

Scrivendo il primo racconto del nuovo corso: riflessioni da esaltato

caratteristiche del tempio del domani: - ideale del futuro secondo i sacerdoti - l'uomo macchina spogliato di umanità

tuttavia sembrerebbe una dimostrazione di ``muscoli'' pedagogici... il bizzarro e lo strano invece, almeno qui, non dovrebbero insegnare nulla... se esiste una allegoria, allora essa non è uno strumento di riflessione, ma di riconoscimento di archetipi comuni che fa vibrare corde sepolte. Non è una lezione su che cos'è il mondo o su cosa abbiamo perso ecc. Il post-moderno non ``insegna'', l'arte ha perso questa pretesa già da moltissimo tempo. Sono mostrate ``citazioni'', pubblicità, oggetti comuni elevati ad arte, ma arte non nel senso di ``significato'', bensì di simbolo. Racchiude il sentire, o il nocciolo inconsapevole, di una certa umanità (l'umanità occidentale), ne riflette con un frammento insignificante radici profonde (che però si annullano nel momento stesso in cui sono mostrate), ma non insegna nulla. Non porta riflessione. al massimo sgomento. orrore. o disagio.

L'immondizia, come cosa gettata, non utile, eppure piena di segmenti di vita (ricostruibili a posteriori?), diventa principessa di un mondo che non ha valori o insegnamenti. La vita è vita e si consuma, senza senso: il senso è il recupero di sè stessa in frammenti minimali, brutti, sporchi... si ribalta completamente la massima biblica ``... la pietra scarta dai costruttori è divenuta testata d'angolo...''.

Quindi, che cosa trasmette il Tempio del Domani? Orrore, stranezza, ma senza implicazioni filosofiche (che uno può vedere, se vuole). E' il frammento di un sogno distorto voluto dai Sacerdoti Meccanici, può arrivare ai limiti della distopia, ma non è il suo intento.